Federica Stufi si ripresenta: “Ritornare è motivo di grande emozione”
La notizia era già stata data durante la presentazione della prima squadra del ChorusLife Volley Bergamo lo scorso giovedì, con la presentazione da parte di Gian Paolo Sana, presidente del settore giovanile, e le prim dichiarazioni della diretta interessata, vale a dire di Federica Stufi che è stata nominata direttore sportivo del vivaio rossoblù. L’ex centrale del Volley Bergamo torna quindi nel club in cui ha militato, ma questa volta con un ruolo dirigenziale.

La soddisfazione di Gian Paolo Sana
“Siamo particolarmente felici di accogliere Federica all’interno della nostra Academy perché rappresenta perfettamente ciò che vogliamo costruire: competenza, esperienza, passione e soprattutto attenzione alle persone. Federica conosce profondamente la pallavolo di alto livello, ma conosce anche Bergamo, il nostro ambiente e i valori che vogliamo trasmettere alle ragazze. Il suo ruolo sarà fondamentale per dare ulteriore struttura al nostro settore giovanile e per sviluppare un percorso sempre più qualificato. La sua sensibilità sarà inoltre preziosa nel progetto di safeguarding, che per noi non è un semplice adempimento, ma un valore fondante: vogliamo che la nostra Academy sia un luogo nel quale ogni ragazza possa crescere sentendosi rispettata, protetta e valorizzata”.

L’emozione di Federica Stufi
“Tornare a Bergamo in una veste diversa da quella di giocatrice – sottolinea l’ex centrale ai canali ufficiali del club – è per me motivo di grande emozione. Qui ho vissuto una parte importante della mia carriera e ritrovare questo ambiente, mettendo a disposizione quello che ho imparato in tanti anni di pallavolo, è una bellissima opportunità. Lavorare con le giovani significa avere una grande responsabilità, perché non si contribuisce soltanto alla formazione di un’atleta, ma alla crescita di una persona. È questo l’aspetto che mi affascina maggiormente del progetto Academy”.
“Vorrei portare la mia esperienza, ma soprattutto ascoltare, osservare e costruire insieme. Credo molto nella necessità di creare un percorso che metta al centro le ragazze, dando loro strumenti tecnici e umani per affrontare ogni fase della loro crescita. E credo che il safeguarding debba essere parte integrante di questo percorso: educare al rispetto, all’ascolto e alla consapevolezza significa costruire una cultura sportiva più forte. Sono felice di poterlo fare insieme a una società che ha una visione così chiara sul futuro”.

